Inconscio e creazione

INAUGURAZIONE

Incontro con Massimo Recalcati

Si racconta che Emilio Vedova per aiutare la paralisi che imprigionava gli allievi davanti alla tela bianca immergesse uno spazzolone nel secchio di colore per poi colpire il bianco della tela: un segno, una macchia di colore, uno scarabocchio. Il gesto, che aveva la funzione di cancellare la stratificazione di saperi e attese, mostrava, allo stesso tempo, l’assoluta contingenza dell’atto creativo: la macchia come evento assolutamente singolare, imprevedibile. All’inconscio come memoria e stratificazione di segni si affianca l’inconscio-incontro, l’inconscio-evento. Lo scarabocchio, segno sul foglio bianco che rompe con i codici e abbandona la strada tracciata dell’eredità come clonazione, testimonia, con la sua libertà, l’ineliminabile incidenza dell’inconscio nel processo creativo.

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